Enrico Elena

Enrico Elena

giovedì 5 agosto 2010

ayer que dìa!




Carissimi ieri che giornata...

mare e spiaggia al mattino. Sembra che i bimbi si stiano abituando all'acqua del mare. Il primo giorno continuavano a chiederci di portarli in piscina perchè "el agua del mar tiene mucha sal"...troppo sale che pizzicava i loro occhi e dava fastidio in bocca. Papà Enrico era sconcertato ...lui lui che è uomo di mare ...doveva trovare il modo per far loro piacere questa benedetta acqua salata. Il bimbo "pequenito" Germàn come l'ho soprannominato, continua a chiamarlo "el rìo" e noi continuimo a spiegargli che non è un fiume ma il mare. Sconvolgente pensare che il mare per loro rappresenta la loro prima esperienza... Per noi è tutto scontato e invece per loro è tutto una novità: la sabbia, il mare salato, las carpas (sorta di ombrelloni), il secchiello con le palette..(che ieri abbiamo dimenticato in spiaggia e perso). Nelson ieri è persino arrivato a dirmi che ci sono delle fabbriche che scaricano del sale in mare e che comunque si sta abituando al sale. Poi ci siamo spiegati un po' meglio e ci siamo detti che a scuola forse gli avevano detto che le fabbriche il sale se lo prendono dal mare per poi arrivare sulle ns tavole. Apprendono voracemente, imparano tutto, copiano il loro papà nuotatore con una avidità impareggiabile. Si buttano senza paura. Mai visto in vita mia dei bimbi così coraggiosi...pur di seguire il loro papà sfidano l'acqua oltre il limite loro concesso, respirano e ingoiano acqua..sputano..escono con occhi attoniti, non sanno ben capire che cosa succederà dopo ma si buttano; non frignano, non piangono... (Germàn piange solo quando il fratello lo prende in giro e lo chiama "nina" e allora si offende...oppure quando deve fare qualche capricetto)...sono sconvolta nel vedere tanta temerarietà. Ma qui sta il punto dolente. Pur di far vedere che loro sono "bravi" ovunque e che riescono a far del loro meglio non conoscono il limite del pericolo. E infatti ieri abbiamo quasi sfiorato una tragedia. Rimasta sola col "pequenito" Germàn mentre papà era con Nelson a cercar granchi sugli scogli, mi siedo in riva al mare e lo seguo con occhi attenti .Germàn si toglie le alette (los brazitos) per giocare in riva con il secchiello. Giro lo sguardo per cercare Enrico e Nelson, torno su Germàn..è già in acqua ma in riva. Il mare è come da noi (Mar Adriatico intendo) acqua bassa verso riva e poi via via più alta, è solo molto più caldo. Si sta con piacere in ammollo. Guardo Germàn. Tutto sotto controllo. Sono ancora seduta lì e lo guardo e però mi viene in mente che il primo giorno di arrivo in albergo la guida ci spiega di non far mai avvicinare i bimbi a las rocas (agli scogli) perchè si formano delle pericolose "cuevas" cioè delle cave dovute all'erosione dell'acqua contro gli scogli. I bimbi spesso si avvicinano agli scogli per recuperare giochetti o per curiosità e poi, diceva la guida, finiscono nelle "cuevas" e non riescono a tornare a galla perchè non toccano il fondo......Io il giorno prima mi ero avvicinata alla rocas per capire ma non avevo constato niente di questo...mah pensavo forse ho capito male..poi un hombre di colore mi aveva ripresa nella "playa" dicendomi di star lontana dalla rocas.....Mah!
Il tempo di un lampo Germàn era vicinissimo alla rocas a circa 5 mt dalla riva. Penso di non aver mai corso così in tutta la mia. Mi è venuto l'asma e mi è passato in un secondo, ed ero già in acqua con Germàn che chiamava mamma...è andato sotto, c'era solo la sua manina fuori, ho pensato lo tiro su ma nel momento in cui tentavo di poggiare i piedi, il fondo non c'era più, non c'era, non c'era...ecco cosa erano quelle maledette "cuevas". Germàn non trovava il fondo e io nemmeno. Sotto, a pochi metri dalla riva c'era una voragine. Ho nuotato e l'ho tirato su con tutte le mie forze. Dietro di me c'era quell'uomo di colore che mi aveva raccomandato di star lontana dagli scogli - uno di quelle persone che ti scocci a trovare nelle spiagge perchè ti importunano per venderti di tutto...e invece mi ha sostenuta per fare gli ultimi passi fuori dall'acqua con Germàn in braccio che non ha versato una sola lacrima ma mi stava incollato come una cozza. Che dire!! Mi girava la testa, barcollavo. E' arrivato poi il bay watch della spiaggia- loro arrivano sempre con calma - non ci sono mai al momento del bisogno. Al momento del bisogno c'è la "povera" gente che si butta con te nell'acqua. Sono stata molto riconoscente all'uomo di colore (Gustav credo si chiami) e poi lui è sparito mentre il bay watch si è fermato a farmi alcune raccomandazioni e dirmi che dovevo dare zuccheri a Germàn visto che aveva ingoiato acqua. Mah sembra che gli zuccheri aiutino a espellere acqua e a riprendersi.
Enrico ignorava il tutto e quando è arrivato gli ho raccontato il tutto. Risposta: ti lascio da sola per poco con il piccolo e succede il casino. Inutile dire che mi sono sentita "un disastro" ..e che Enrico ha ragione a ripetermi che l'acqua - che per lui sembra essere un elemento naturale - può diventare maledetta. "Oltretutto così gli fai perdere la confidenza con l'acqua che aveva guadagnato in questi gg." ha aggiunto. Stanotte ho dormito con difficoltà pensando a quella manima fuori dell'acqua. Tutto si è risolto bene ma ero un pò depressa ieri.
Oggi abbiamo comperato maschera e tubo a entrambi e Germàn ha ripreso una confidenza insperata. Si butta, si lancia, va sotto acqua. Anzi oggi mi ha sfidata tentando di andare di nuovo verso las rocas. E io ho lanciato un urlo NOOO GERMAN VEN AQUI'..e lui sorridendo è tornato da me e ha ascoltato con attenzione le mie raccomandazioni in spagnolo al riguado delle rocas.
Le stesse raccomandazioni le ho fatte a Nelson che è molto più giudizioso e dopo aver ascoltato le mie prediche le rifà e le ripropone al fratellino in versione riassuntiva ma intensa con l'aggiunta di qualche parola tipo "loco" e altro ....
Dio mio che giornata ieri!!!
Ho capito tante cose ieri e ho fatto parecchie riflessioni che mi serviranno per il resto della mia vita: al momento le serbo nel cuore.
A presto e scusate lo sfogo.
Elena

4 commenti:

  1. MADRE DE DIOS.....ELENA....mi hai fatto aumentare le palitazioni.....
    ora le raccomandazioni le faccio io a te....STAI ATTENTA !!! NON E' L'ADRIATICO....MA L'OCEANO ATLANTICO !!!!!
    VOGLIAMO VEDERVI A CASA TUTTI E 4 !!!!
    Monica

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  2. Elena, dai tuoi racconti tra barche e mare le tue esperienze sono piuttosto "forti"....
    A volte la separazione tra una situazione tranquilla e normale ed una complicata e critica è sottilissima.
    Certo che devi aver passato un brutto momento.
    ....Ma ora è passato ed il tuo bimbo, come si vede nella foto, ha maschera, boccaglio e si esercita anche in cameretta....

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  3. Ciao Elena, ho letto la pagina del blog in preda al panico ma tutto è finito bene. Come hai ben pututo constatare la programmazione a volte vale ben poco, saprai di certo far tesoro di questa esperienza che sta tranquilla, ti accomuna ad altri genitori (penso al nostro Lorenzo ed ai suoi punti in viso). Hai conosciuto un'altro aspetto dell'essere genitore: la paura e forse anche il senso di colpa. Sinceramente mi sembra che stai entrando perfettamente nel ruolo ; in futuro vediamo comunque di evitare, se possibile.
    Vi siamo vicini, un grosso forte abbraccio da tutti noi a tutti voi.
    Riccardo, Michela e i quattro

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  4. Carissima Elena, come futuri genitori anche a noi sono venute le palpitazioni... certo che basta un attimo....Ci sono richiesti occhi e orecchie sempre aperte e mente sempre un passo più in là per prevenire....
    Non è facile e chissà quanti errori commetteremo. Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza perchè ci dà anche questa modo di crescere nel nostro futuro ruolo. Ti siamo vicini. Un abbraccio con affetto. Giuli e Enzo

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