Enrico Elena

Enrico Elena

martedì 10 agosto 2010

I capricci di Germàn






Carissimi tutti,
mica sempre va tutto liscio. Quando siamo partiti dall'Italia per andare ad accogliere finalmente i ns ninos la mia unica preoccupazione era Nelson, il più grande (11 quasi 12 anni il 27 ottobre prossimo). Pensavo, come faremo ad affrontare le sue sofferenze e le sue esigenze. E più pensavo e più studiavo spagnolo per non farmi trovare impreparata a tutto ciò che aveva voglia di dirmi e dirci, nonostante gli impegni scolastici fossero pressanti, trovavo il tempo di dedicarmi alla lingua dei miei ninos. La lingua mi sta aiutando molto con Nelson anche perchè mi fa da mediatore linguistico quando necessita, visto che il fratellino parla uno spagnolo molto infantile con lallazioni e lettere scorrette ("callo" al posto di "carro" che significa auto, parole costruite in un suo mondo che neanche Nelson riesce a tradurci) e quindi vi lascio immaginare...
Nelson si è rivelato essere molto giudizioso, bravo, corretto: ci chiede se può alzarsi da tavola se stiamo per finire (puedo pararme mamà?), i rimproveri li accetta di buon grado, ci sorride e poi si scusa. Mi fa una tenerezza, al supermercato sceglie per sè il deodorante che costa meno (mi vengono dei magoni)e io gli dico "amorcito mìo elige lo que te gusta màs" (amore mio scegli quello che ti piace di più). Se vuole qualcosa ce lo chiede con molto rispetto. Ci dimostra il suo affetto a modo suo, incupendosi qualche volta, ma poi cerca di recuperare...Vuole bene agli zii Diego e Lucia e sa che sono i genitori perfetti per i suoi fratellini (infatti ha smesso di farci domande su i suoi fratelli) , è molto più sereno rispetto ai suoi fratellini. Ha compreso che li può vedere o sentire quando desidera.
Il furbetto di Germàn, dolcissimo quando vuole, sa rivelarsi un vera peste quando fa le sue richieste e in particolare quando è stanco e gli va di fare capricci. Persino Nelson lo rimprovera perchè sa essere davvero insopportabile. Germàn ha 5 anni ( a novembre ne compie 6) ma è minuto e piccolino infatti veste magliette e pantaloni per bimbi di 4 anni e parla come un bimbo di 3-4 anni.
Il suo primo capriccio è stato a Manizales prima di venire in vacanza: voleva un pacchetto di patatine dopo aver già ingurgitato caramelle, succhi e quant'altro. Eravamo di ritorno dal Parco Bosque Popular dopo una bella gita mattiniera, giochi, salti, giostrine con i suoi fratelli (tutti e quattro). Erano quasi le ore 13 e stavamo per andare a prendere il taxi per andare a pranzare a casa (tempo di arrivo 10 minuti. Il papà, a cui lui è affezionatissimo, ha detto NO al pacchetto di patatine, allora ci ha provato con me e io naturalmente ho detto NO. Allora ci ha provato con suo fratello Miguel - che lo difende sempre - e voleva comprargli le patatine(immediatamente bloccato dal papà Diego). Tre adulti contro la sua richiesta. Ha pianto per 1 ora e mezza e noi eravamo preoccupati perchè abbiamo pensato che non poteva essere solo per il pacchetto di patatine...forse c'erano ansie sotto ... Gli ho spiegato che avremmo mangiato appena arrivati a casa e che le patatine le avrebbe avute come merenda nel pomeriggio. Niente da fare.
Il papà gli è stato vicino finchè piangeva e io ho preparato il pranzo e poi li ho avvisati che tutto era pronto. Germàn si è seduto, ha mangiato e tutto è tornato come se nulla fosse.
Al pomeriggio come promesso è uscito con papà che ha preso patatine per lui e per Nelson. Una volta tornati a casa, io non ho mollato e con calma gli spiegato (sempre nella sua lingua) che non serve fare capricci e che è necessario seguire i consigli di mamma e papà.
Altri capricci li ha fatti qui al mare: lo rimprovero perchè non voglio che metta ghiaccio nei succhi di frutta che prende a volontà qui nel buffet dell'hotel. Gli spiego che per alcuni giorni è meglio che non ponga il ghiaccio nei succhi perchè ha avuto la diarrea (e io e suo papà abbiamo dovuto raccogliere la cacca nei pantaloni mentre andava al bagno) e lui cosa fa??? Torna al tavolo con un bicchierone di succo zeppo di ghiaccio e mi sfida dicendomi...."mira mamà cuanto hielo" "guarda mamma quanto ghiaccio!!!
Monica ...help...aiuto Monica, dimmi cosa avresti fatto tu !!!! Sono andata via di testa...prima ho deglutito, poi gli ho cambiato il bicchiere con quello di papà che non aveva ghiaccio e poi ho alzato il tono e devo dire che mi riesce piuttosto bene rimproverare in spagnolo....sì mi sono arrabbiato e gli ho detto che non si prende in giro così la mamma perchè la mamma gli vuole bene e desidera solo che la sua "barrigueta" (pancino) guarisca velocemente.
Carissima Monica mi ha piantato un muso ed è stato sotto il tavolo per mezz'ora finchè non è arrivato il cameriere a far pulizie e l'ho convinto a uscire di lì perchè ci avrebbero mandati via dal "restaurante" con questi comportamenti.
Naturalmente poi tutto "papà papà.." e adirittura per chiamarmi a volte mi chiama "papà mamà" cioè anticipa suo papà (la sua passione) a me e io gli dico papà o mamà deciditi? Che posso fare per te?
Devo dire che è un po' frustrante come diceva Lucia quando parlava dei suoi tiranni...
Questo viaggio a quattro genitori mi sta aiutando moltissimo perchè spesso scambiamo pareri e consigli con Diego e Lucia e ciò ricarica molto le pile.
Enrico parla con Diego e io con Lucia e poi incrociamo le discussioni.
Che dire carissima Monica. Noi mamma adottive, come giustamente mi diceva Lucia l'altro giorno, abbiamo perso tutta la loro prima parte della loro vita: quella dell'allattamento, del legame fisico e psichico intenso. Verso di noi figure femminili hanno perso tutta la fiducia. La loro mamma naturale li ha abbondonati e quindi figuriamoci quanto tempo ci vorrà per recuperare fiducia, serenità e voglia di riconoscerci mamme oltre la parola ...Pazienza ci vuole tanta pazienza e solo il tempo e la quotidianità dei piccoli gesti: vestirli, aiutarli a scegliere una maglietta piuttosto che un'altra, star loro vicino quando stanno male, seguirli nei loro compitini scolastici, portarli a fare un giro in bici....servirà a ricucire un po' delle loro ferite che Nelson esprime attraverso una tristezza alternata, e Germàn lo esprime attraverso una cocciutaggine impareggiabile mettendoci alla prova fino all'inverosimile. Comunque non intendo rinunciare all'autorevolezza (che forse a volte sfocia in autorità quando perdo la pazienza) necessaria per far capire loro - in particolare al piccolo "pequenito" che siamo qui noi ora per aiutarli a crescere e che noi non lasceremo la loro mano lungo il percorso della vita ma non intendiamo sottoporci a capricci e tirannie di vario genere per ottenere ciò che passa per la "cabeza".
E' necessario che capiscano che noi vogliamo loro tanto bene ma che siamo anche qui per accompagnarli alla vita senza fare scorciatoie o per offrire loro "banali buonismi" che a mio parere poco aiutano.
Sono stanchissima vado a dormire e ringrazio tutti per la comprensione e la pazienza di avere letto un messaggio così lungo.
Grazie alla Dimora e a tutti coloro che ci hanno aiutati ad arrivare sino a qui ... per diventare genitori, un po' stanchini, felici ma con tanta strada da fare ancora...
Elena

8 commenti:

  1. Cari Elena ed Enrico, mi pare che la risposta stia già nel vostro post: tanta pazienza e coerenza. Sappiamo che i bimbi adottivi sono "speciali", ma poi nei capricci sono... normalissimi!!!! Leggo che siete stati entrambi fermi nel dire no. Credo che Germàn stia cercando di capire fino a che punto può spingersi nello sfidarvi. Voi state ponendo loro dei paletti, come è giusto che sia. Non c'è da sentirsi in colpa se si frenano i capricci, penso che sarà quello che li aiuta a crescere e contribuisce a formare la vostra famiglia e il vostro ruolo di genitori... Credo che i bimbi sappiano distinguere in modo "naturale" la fermezza dei genitori e questo serve loro per acquisire sicurezze... poi Monica e Giuseppe sono bravissimi vi daranno come sempre consigli eccellenti! Un abbraccio, Enzo & Giuli

    RispondiElimina
  2. Ciao, sono Anna Grazia. Da quello che leggo posso dirvi che ci siamo passati anche noi: certi atteggiamenti di provocazione e certe tristezze le abbiamo vissute anche noi, le sfide a viso aperto, e le incertezze sul nostro comportamento, ed il dubbio: ma dietro questo comportamento ci sarà qualcosa che noi non possiamo sapere o capire?Dalle immagini, i volti sereni e luminosi dei vostri figli, e dalle vostre parole mi sembra, sulla base della mia personale esperienza, che con i vostri ragazzi abbiate raggiunto un punto di contatto che definirei sufficientemente ampio, per poter dire di no motivando e spiegando. Esattamente quello che state facendo.
    Per il resto, beh dai capricci sotto il tavolo, o comunque in pubblico, credo che nessun genitore sia mai rimasto indenne. Una volta Monica mi ha detto: se si butta per terra, buttati per terra pure tu. Credo per dire prova a ridimensionare e nello stesso tempo fagli capire che anche nel no gli sei vicina e capisci quello che sta provando. L'ho fatto, una volta anche in mezzo alla strada, le piccole nel passeggino che mi guardavano ed io e la Fanny per terra davanti a una chiesa in centro città. Il dolore poi passa, poi si alzano e ti danno la mano e ti seguono. E puoi asciugargli le lacrime. Che è molto più importante e significativo dii qualsiasi cosa sia accaduto in quella parte della loro loro vita in cui non c'eravamo, perchè succede oggi, succederà domani e sempre. Perchè noi ci saremo sempre.
    Vedo che nei prossimi giorni a Manizales è prevista pioggia: esattamente come qui in trentino. Buon ferragosto.

    RispondiElimina
  3. Cara Elena e caro Henry, come è faticoso il mestiere dei genitori, tutte le volte che ci siamo incontrati ai corsi di formazione, alle giornate conviviali... mi sono trovata a spiegarvi le fatiche più che le gioie della genitorialità. Ogni volta che rientravo a casa pensavo: non sarò stata troppo pessimista, forse avrei dovuto smorzare alcuni concetti, forse ho mandato messaggi di eccessiva fatica e negatività. Leggevo nei vostri occhi la paura e il desiderio che dalla mia bocca uscissero parole mielose che tingessero un po' più di rosa questa esperienza fantastica.
    Talvolta, uscendo dal mio ruolo di ass. soc. è totalmente immersa nella problematicità e nella conflittualità delle mie esperienze adottive, proprio a voi due ho confidato ansie, paure e dolori profondissimi, di madre adottiva che pagava quotidianamente il fio di una colpa non sua, la colpa di una madre che ha abbandonato, ma che io incarnavo nella quotidianità e che io ero l'unica presente per scontare la pena al posto di un'altra.
    Ha ragione Lucia, la lettura è giusta, noi mamme dobbiamo pagare al posto dell'altra mamma: un conto è dirselo a parole, diverso è poi viverlo nei fatti. E' una fatica immensa un dolore indescrivibile, richiede una forza interiore non comune e soprattutto non ci sono scappatoie, i nostri figli non ci concedono vie di fuga. Soprattutto ci viene chiesto di fare i conti con la nostra storia, che il nostro rapporto con i nostri genitori, dobbiamo fare i conti con la nostra educazione e con i nostri legami affettivi...ragazzi che lavoro....
    E' un cammino in salita, tortuoso e molto doloroso, in cui si può e si deve chiedere aiuto, perchè da soli non ce la si può fare e il primo passo per arrivare a superare questi momenti è proprio dato dalla consapevolezza della propria debolezza e delle proprie forze e dal saper chiedere aiuto. Super genitori non esistono!!!!
    segue seconda parte
    Besos a todos
    Monica

    RispondiElimina
  4. seconda parte

    Per quanto riguarda la tua domanda: cosa avrei fatto sulla faccenda ghiaccio, ti rispondo : ASSOLUTAMENTE QUELLO CHE HAI FATTO TU !!!! E' il comportamento più logico e quello che inconsapevolmente il vostro pequinito si aspettava da voi. I vostri figli vi chiedono guida e protezione, e questo passa attraverso decisioni di salvaguardia e garanzia fisica prima di tutto. German, è una piccola volpe, è vi sta mettendo incessantemente alla prova, per tastare la vostra CAPACITA' E COERENZA EDUCATIVA.
    Quindi avanti così! avete imboccato la strada giusta e soprattutto ricordate : una regola/limite dato, va assolutamete portato avanti fino in fondo.
    non date mai una regola se pensate di non riuscire a mantenerla.
    I musi poi non devono assolutamente spaventarvi: German sta facendo molto bene il suo lavoro di piccolo tiranno e sa abilmente usare i suoi assi di coppe: a voi viene chiesto "solamente" di resistere a questi bracci di ferro, e portare a casa il risultato finale. Non fatevi troppe domande cercando spiegazioni connesse alla delicata e complessa esperienza di vita dei vostri figli. In quel momento German si comporta come un qualsiasi altro figlio che vuole ottenere un proprio vantaggio ( penso alla questione patatine) e usa tutte le sue armi. Voi dovete resistere se avete posto un limite. vi ricordo che l'importante IN QUESTA FASE è DARE POCHE REGOLE MA QUELLE CHE SI DANNO MANTENERLE CON DECISiONE.
    dove è possibile cercate di essere tolleranti e accondiscendenti, insomma dove è possibile dite SI dove è necessario dite NO.
    Affronteremo al vostro ritorno la questione linguaggio di German: è probabile che ci sia un ritardo dovuto alla carenza di stimolazione linguistica. Valuteremo bene la questione a suo tempo.
    MI permetto di suggerirvi di fare attenzione anche a Nelson, non sottovalutate questa sua adesività, quel suo comportamento così accondiscendente, disponibile e collaborante: mi colpisce molto la sua tendenza alla rinuncia, a mettersi in secondo piano: ci leggo una paura profondissima, di ulteriore abbandono, che lo spinge ad un sovradattamento. Il suo obiettivo potrebbe essere "piacervi a tutti i costi" e per questo è disponibile a rinunciare a se' stesso. In questo momento non c'è molto da fare per limitare questo suo agito del tutto irrazionale, ma completamente emotivo; vi suggerisco di stargli molto vicino, soprattutto Enrico, di coinvolgerlo, di parlare molto con lui, di dargli spazio per esprimersi ( vedete l'importanza della lingua).
    Per certi versi, ha più bisogno di relazione Nelson che non German: il piccolo, ha bisogno di regole e contenimento educativo, oltre che ovviamente di tante coccole. German ha bisogno di sentirsi accettato e accolto, ma soprattutto ha bisogno che voi lo aiutiate a dare spazio a sè stesso, alle sue emozioni, ai suoi desideri, alla sua persona. Lui fino ad oggi ha vissuto per proteggere i fratelli, e questo ha comportato l'annullamento di sè stesso.

    ora finisco perchè altrimenti diventa un poema.
    sentiamoci comunque via Skype appena potete.
    besos a todos Monica

    RispondiElimina
  5. seconda parte

    Per quanto riguarda la tua domanda: cosa avrei fatto sulla faccenda ghiaccio, ti rispondo : ASSOLUTAMENTE QUELLO CHE HAI FATTO TU !!!! E' il comportamento più logico e quello che inconsapevolmente il vostro pequinito si aspettava da voi. I vostri figli vi chiedono guida e protezione, e questo passa attraverso decisioni di salvaguardia e garanzia fisica prima di tutto. German, è una piccola volpe, è vi sta mettendo incessantemente alla prova, per tastare la vostra CAPACITA' E COERENZA EDUCATIVA.
    Quindi avanti così! avete imboccato la strada giusta e soprattutto ricordate : una regola/limite dato, va assolutamete portato avanti fino in fondo.
    non date mai una regola se pensate di non riuscire a mantenerla.
    I musi poi non devono assolutamente spaventarvi: German sta facendo molto bene il suo lavoro di piccolo tiranno e sa abilmente usare i suoi assi di coppe: a voi viene chiesto "solamente" di resistere a questi bracci di ferro, e portare a casa il risultato finale. Non fatevi troppe domande cercando spiegazioni connesse alla delicata e complessa esperienza di vita dei vostri figli. In quel momento German si comporta come un qualsiasi altro figlio che vuole ottenere un proprio vantaggio ( penso alla questione patatine) e usa tutte le sue armi. Voi dovete resistere se avete posto un limite. vi ricordo che l'importante IN QUESTA FASE è DARE POCHE REGOLE MA QUELLE CHE SI DANNO MANTENERLE CON DECISiONE.
    dove è possibile cercate di essere tolleranti e accondiscendenti, insomma dove è possibile dite SI dove è necessario dite NO.
    Affronteremo al vostro ritorno la questione linguaggio di German: è probabile che ci sia un ritardo dovuto alla carenza di stimolazione linguistica. Valuteremo bene la questione a suo tempo.
    MI permetto di suggerirvi di fare attenzione anche a Nelson, non sottovalutate questa sua adesività, quel suo comportamento così accondiscendente, disponibile e collaborante: mi colpisce molto la sua tendenza alla rinuncia, a mettersi in secondo piano: ci leggo una paura profondissima, di ulteriore abbandono, che lo spinge ad un sovradattamento. Il suo obiettivo potrebbe essere "piacervi a tutti i costi" e per questo è disponibile a rinunciare a se' stesso. In questo momento non c'è molto da fare per limitare questo suo agito del tutto irrazionale, ma completamente emotivo; vi suggerisco di stargli molto vicino, soprattutto Enrico, di coinvolgerlo, di parlare molto con lui, di dargli spazio per esprimersi ( vedete l'importanza della lingua).
    Per certi versi, ha più bisogno di relazione Nelson che non German: il piccolo, ha bisogno di regole e contenimento educativo, oltre che ovviamente di tante coccole. German ha bisogno di sentirsi accettato e accolto, ma soprattutto ha bisogno che voi lo aiutiate a dare spazio a sè stesso, alle sue emozioni, ai suoi desideri, alla sua persona. Lui fino ad oggi ha vissuto per proteggere i fratelli, e questo ha comportato l'annullamento di sè stesso.

    ora finisco perchè altrimenti diventa un poema.
    sentiamoci comunque via Skype appena potete.
    besos a todos Monica

    RispondiElimina
  6. Siamo con voi... E' un lavoro duro ma Voi lo state facendo veramente bene!!! Un abbraccio e a presto! Marcello & Erika

    RispondiElimina
  7. Carissimi, ci sembra ritornare a quasi un anno fa quando eravamo anche noi a Bogotà. Anche noi abbiamo avuto le stesse problematiche con i SI e con i NO. Siamo stati fortunati anche perchè oltre al grandissimo aiuto di Giuseppe e Monica ci è servito molto il confronto con le altre coppie di genitori che abbiamo conosciuto a Bogotà che avevano le nostre stesse problemtiche (mal comune mezzo gaudio). Per quanto riguarda l'attaccamento ad uno o all'altro genitore ci siamo passati anche noi: Jorge a Bogotà non faceva che piangere quando io (Vincenzo) mi allontanavo. Ora invece guai a separarsi dalla mamma, piange ogni volta che Roberta deve uscire di casa da sola. E' diventato un mammone ma con me ha comunque un rapporto diverso come dire da uomo a "uomo".
    Come ho detto l'altra volta e come sicuramente Giuseppe e Monica vi hanno scritto o vi diranno al vostro rientro, sarà l'afetto, l'amore le coccole quant'altro a cementare il tutto.
    Abrazos y besos a todos Vincenzo, Roberta, Deimy y Jorge.

    RispondiElimina
  8. La Elena che prepara un pranzo??? Ma stiamo parlando della stessa Elena che conosco io????? E magari scopriamo che è anche un'ottima cuoca come sicuramente sei!
    Non volermene cara, inizio così in maniera 'sdrammatizzante' volutamente il mio commento al tuo ultimo aggiornamento un pò preoccupato.
    E' vero che i tuoi bambini sono speciali ma non dimenticare una cosa TU e ENRICO siete due persone più che S P E C I A L I.
    In questi giorni abbiamo tanto condiviso con voi l'analisi delle emozioni dei bambini, e fa questo e fa quello e si comporta così e si comporta colà e....VOI DUE?????? Siete partiti per un paese che non conoscete. parlate una lingua che non è la vostra e state vivendo una emozione concreta che fino a tre settimane fa circa era solo teorica e non stiamo parlando di una vacanza ma di quell'incredibile e magica esperienza che è diventare e iniziare a fare i genitori. Voi due siete nati per fare i genitori e dentro di voi avete tutte le capacità necessarie per farlo al meglio. I confronti sono corretti ma hai visto????? Il comportamento per il quale tu hai chiesto conferme era quello CORRETTO. Quindi abbi sempre fiducia della tua capacità di fare la mamma, le mamme servono a questo sono loro che educano i figli, i papà rafforzano il loro ruolo. E poi dai tempo ai tuoi bambini di capire che ELENA c'è e ci sarà PER IL RESTO DELLA LORO VITA.
    Un forte abbraccio S.B.F.N.

    RispondiElimina