Enrico Elena

Enrico Elena

venerdì 20 agosto 2010

que le vaya bien



Questo è il saluto di commiato che si usa qui in Colombia. Le prime volte che mi veniva rivolto non vi nascondo che mi toccava profondamente.
Pensavo fosse riferito alla mia adozione e quell'augurio dimostrava affetto e partecipazione. Adesso ci faccio meno attenzione ma la gente di qui è veramente socievole e disponibile. Nonostante la nostra vita qui sia concentrata fortemente sul nucleo familiare e sulla sua salvaguardia, i contatti con i locali sono amabili, altro termime molto usato qui. Abbiamo incontrato persone oneste che vogliono lavorare in ambiente sicuro e si adoperano per questo. Noi giriamo tranquillamente per la città ovviamente con le precauzioni che usiamo quando giriamo per città con squilibri sociali. Ho assistito ad uno scippo di un cellulare, ma quello che mi ha colpito è stato l'intervento della gente, il ladron è stato rincorso dalla gente preso, menato e per fortuna è prontamente arrivata la polizia (c'è una presenza capillare)a salvarlo. La Colombia in questi ultimi anni ha visto un progresso notevole e il benessere delle famiglie sta crescendo, tutto ciò non avrebbe potuto accadere se non fosse cresciuta la SICUREZZA.
Come vi dicevo la gente di qui è aperta e noi non abbiamo voluto essere da meno.
Qui a Manizales ci sono più di mille taxi ed è il mezzo di trasporto più usato, il prezzo di una corsa va dai 2 ai 5 euro, quindi per noi è molto comodo.
Durante una di queste corse, (da non perdere l'intervento di Lucia sul suo Blog sulle situazioni che si creano in taxi) abbiamo conosciuto Miguel, un taxista discreto, con il patentino di guida turistica che ci ha colpito per la sua disponibilità e gentilezza. Fatto sta che ci ha dato il suo numero di cellulare ed è diventato il nostro taxista di fiducia. Dopo qualche giorno che abbiamo usufruito del suo servizio, ci ha invitato a casa sua su un barrio vicino a Manizales.
Il taxista in questione è un ragazzo sui quarant'anni sposato (con un bimbo che vive in un altra regione della Colombia assieme alla moglie) che attualmente vive con i genitori anziani. Veniamo assaliti sul fatto di andare a casa dei suoi genitori (Elena infatti d'accordo con Lucia le chiede di telefonare per una certa ora - questione di tranquillità) da qualche dubbio ma accettiamo.
Siamo accolti dal papà settantacinquenne, ha lavorato nei campi e poi 20 anni nell'esercito fortunatamente senza scontri con la guerriglia, come ci dice. Ci parla con orgoglio dei suoi cinque figli appunto Miguel e 4 sorelle di cui 2 laureate, una in scienze informatiche che lavora in una banca e l'altra avvocato. L'abitazione è semplice, ci portano fino in terranza dove c'è una bella vista, ci dice che da lì nei giorni di buona visibilità si può vedere il nevaio Ruiz. Per arrivare alla terrazza attraversiamo tutta l'abitazione della casa, passiamo dalle camere da letto dei genitori e i bambini toccano tutto.
Ci scusiamo, ma la risposta da parte loro è "mi casa es su casa". Ci siamo sentiti coccolati e ricoperti di attenzioni.
I nostri figli vengono da questo paese, un paese solare, pieno di risorse e disponibile verso il prossimo.
Questa gente è onesta e desidera vivere in modo retto tranquillo. In certi frangenti anche troppo tranquillo con ritmi lenti che farebbero rabbrividire i famigerati lavoratori del Nord-Est.
Generalmente si pensa alla Colombia come quando si pensa all'Italia mafiosa.
Sicuramente ci saranno degli squilibri sociali e delle situazioni non facili ma è un Paese in forte sviluppo e miglioramento.
Lunedì partiamo per Bogotà per svolgere l'ultima fase burocratica.
Ci risentiamo presto.
Enrico

3 commenti:

  1. un popolo delle persone uniche che difficilmente possono essere dimenticate, e con cui è bello pensare di aver potuto fare un pezzo di strada assieme....
    Monica

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  2. Grazie Enrico per questi piccoli ma significativi spaccati di vita quotidiana e per la tua capacità di percepire e trasferire l'ambiente circostante.

    A volte ci dimentichiamo le origini e ce ne accorgiamo e riappropriamo quando siamo in parte "costretti".

    Il benessere al quale ci siamo abituati ci distanzia dalle cose semplici ed umili, usuali invece per chi, più che avere...è.

    Probabilmente in gran parte ce le portiamo dentro ma, quando le viviamo attraverso gesti e parole di chi parte da situazioni che riteniamo maggiormente disagiate che le nostre, ci sorprende sempre piacevolmente come se riscoprissimo una parte di noi stessi che ci eravamo un poco scordati...

    Que le vaya bien Nelson German Elena Enrico,...con mucho corazon

    Riccardo e Claudia

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  3. Mi rivolgo, a nome di tutta l'equipe della Dimora Onlus sede di Trento, a tutti coloro che leggono questo blog, in particolare ai parenti e agli amici di Elena ed Enrico.
    Comprendiamo il vostro giusto desiderio di partecipare alla gioia di questa nuova famiglia, tanto attesa e sospirata. Tutti voi avete potuto cogliere alle parole di Elena ed Enrico, oltre alle gioie di questi giorni colombiani, anche le innumerevoli difficoltà connessa a questa delicata scelta adottiva.
    Ci permettiamo di chiedere a tutti coloro che con ansia aspettano di conoscere ed abbracciare questi due meravigliosi bambini e i loro genitori, di essere discreti nell'approccio e di lasciare a questa nuova famiglia il tempo per adattarsi alla nuova situazione. Per Elena ed Enrico si tratta di un ritorno a casa, nel loro abiente, tra persone familiari e amiche; per i ragazzi invece si tratta i un vero e proprio stravolgimento esistenziale: abbandonano le loro sicurezze, la loro terra per andare verso l'ignoto, e questo costituisce elemento di forte incognita e paura. Siamo sicuri che tutti voi comprenderete e che saprete attendere con discrezione il momento giusto pr incontrare questi bambini. Ricordate che l'uniche persone note per i bambini ono i loro genitori e tutti gli altri sono sconosciuti e quindi costituiscono in sè elemento di forte ansia.
    Siamo certi nella vostra comprensione e che in quest modo saprete aiutare Elena ed Enrico ad affronatre il delicato momento del ritorno a casa e per i bambini l'altrettando delicato momento dell'ingresso nel "nuovo mondo".
    UN GRAZIE A VOI TUTTI.
    Monica e tutta l'equipe della Dimora Trento

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